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Le sedie musicali (per sole donne)

C’era una volta (per l’esattezza oggi) una adorabile nonnina ottuagenaria, che in un giorno di primavera caldo e soleggiato, su un autobus affollato della capitale, reclamò il posto a sedere riservato agli over65 al suo, si pensa, abusivo occupante.

Potrei a questo punto provare a continuare il post parlando di quanto sia brutta una favola in cui una nonnina ottuagenaria debba chiedere per ricevere educazione, ma, tragicamente, non abbiamo toccato ancora il fondo di questa infelice novella.

Eh si! Perchè l’abusivo occupante del posto per over65, dell’autobus affollato, nella soleggiata e primaverile capitale, era effettivamente una giovane donna. I n c i n t a.

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Integrità

Non capisco come mai, l’immorale, voglia essere elogiato per la sua imperturbabile moralità.

Se la madre di famiglia tradisce, se ne dirà, senza sbagliare di molto la definizione, che è una troia.

E questo non vuol dire che io abbia posizioni rigide rispetto al tradimento, o non comprenda le infinite strade che portano nei letti degli altri, vuol dire semplicemente che di tutte le azioni che si compiono ci si deve assumere la responsabilità, compresa quella delle chiacchere che, a partire dalle azioni, si faranno.

Perchè se ne faranno.

E se la priorità è che queste chiacchere siano un unanime coro di elogio della propria  integrità, bisogna essere integre.
Non troie.

E’ facile.


integrità”: in senso morale, l’essere integro; onestà, rettitudine assoluta: di vita, di costumi.

lilla

La bicicletta é il mio trauma infantile.

Un giorno, infatti, l’ingegnere mio padre decise che io e mio fratello avevamo bisogno di una bicicletta per affrontare le grige giornate milanesi (era quando ero di Milano e non di Roma) e tornò a casa con due fiammanti biciclette.
Da cross.

Fu quello il momento in cui decisi, senza possibilità di ripensamento, che la la bicicletta da cross faceva cagare.
Cagare , non lo censuro, si può dire, non é pubblicità.
Per una rapida verifica di questa azzardata affermazione, invece, vi basta cercare “bicicletta da cross anni 80”.

Erano, comunque, gli anni ‘80’ epoca in cui, notoriamente, nessuno ha capito nulla, ed in particolare quello stuolo di genitori ex sessantottini che si sono ritrovati dalle okkupazioni studentesche, i Beatles, le graziella pieghevole, le canne e fate l’amore non fare la guerra alle prese con la musica elettronica, David Bowie, il crollo del muro di Berlino e le inguardabili biciclette da cross.

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sa dove é la fermata del 38?

Bologna non é abitata da bolognesi.

É chiaro nel momento in cui chiedi un’indicazione stradale, una informazione su un autobus, o cerchi un bancomat: nessuno sa nulla.
Alla domanda “sa dove é la fermata del 38?” ti rispondono volti sconcertati che ti fanno dubitare dell’esistenza di un autobus 38.
Ti viene quasi da chiedere scusa: chiaramente hai sbagliato la domanda.

Se poi trovi l’autobus, per meriti completamente personali, e mentre ci sei su guardi il percorso su google maps per sapere in che diavolo di direzione tu stia andando riesci a trovare persone che smentiscono il fatto che tu sia li. Non sei nella via in cui ios7, puntualmente, ti geolocalizza, sei dove dicono loro. Che, badate bene, non sono di Bologna.

"Non sono di Bologna" é la frase più pronunciata dagli abitanti di Bologna. É una enorme gara cittadina a chi é meno di tutti di Bologna.

Ed anche io, nel mio piccolo, oggi non sono di Bologna. Abbracciando in totale simbiosi il mood cittadino, “non sono di Bologna”, é quello che ho risposto a un tipo degli emirati arabi con 24 ore, reyban e turbante che chiedeva a me se sapessi dove fosse un punto di assistenza per PC.
Non solo non sono di Bologna, ma questa era pure difficile della domanda sul 38.
E io non la sapevo! Tze!


Che i veri abitanti di Bologna mi perdonino.