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Mai dire business

E’ di qualche giorno fa, o forse di qualche settimana fa, l’imperdibile evento mondano “concerto dei rolling stones al circo massimo”.

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Dopo l’imperdibile evento, le altrettanto imprendibili polemiche riguardo al misero incasso previsto dal comune di Roma per l’utilizzo dell’area archeologica, cui imperdibilmente mi associo.

Un breve inciso.

Ho litigato con un tassista in merito al più ampio concetto dell’utilizzo dell’area. Lui contrario, io che se Roma avesse le mutande affitterei anche quelle al miglior offerente.

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L’insostenibile leggerezza del make up tutorial

Tra un libro per bambini ed una pagina di giornale, una testata on line ed un blog di cucina, l’etichetta di una casa discografica e un tumblr di politica, tra i milioni di pagine web dedicate al monologo interiore o agli stizzenti video con 6 secondi di bacio appassionato mandati in loop  (personalmente ribattezzati “l’angoscia” —> non capisco il perchè di tanto successo), ignorando completamente le priorità che la vita mi detta o le possibilità offerte da un week end romano dotato di ponte, ho scoperto, nel fine settimana ma anche un po’ nel mezzo del cammin di nostra vita, il favoloso mondo (on line) del make up.

Ho sempre avuto una naturale avversione per  i tutorial trucco, sarà forse l’esuberante entusiamo che sprizzano le make up artist mentre sbandierano un gloss rosa fluo che non sta bene a nessuno ma a loro si, fatto sta che navigando in rete ho beccato la miglior make up blogger di sempre (e questo non è un tono sarcastico, è veramente brava!): grandissima competenza, eccellente scelta di colori, chiarezza espositiva, sorriso smagliante ma anche una certà sobrietà nel parlare di gloss, blush, mascara, bronzer, sfumature, illuminanti e chi più ne ha più ne metta.

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Le sedie musicali (per sole donne)

C’era una volta (per l’esattezza oggi) una adorabile nonnina ottuagenaria, che in un giorno di primavera caldo e soleggiato, su un autobus affollato della capitale, reclamò il posto a sedere riservato agli over65 al suo, si pensa, abusivo occupante.

Potrei a questo punto provare a continuare il post parlando di quanto sia brutta una favola in cui una nonnina ottuagenaria debba chiedere per ricevere educazione, ma, tragicamente, non abbiamo toccato ancora il fondo di questa infelice novella.

Eh si! Perchè l’abusivo occupante del posto per over65, dell’autobus affollato, nella soleggiata e primaverile capitale, era effettivamente una giovane donna. I n c i n t a.

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