Non chiamiamola marmellata
Mentre decido se fare la fashion blogger o la books blogger, se parlare di maternità o viaggi, politica, riuso o fotografia, mi sono messa ai fornelli e (ta da da daaaaaan, rullo di tamburi, espressione di stupore)… ho fatto la marmellata!

Per prima cosa facciamo un po’ di cultura con alcune nozioni indispensabili senza le quali si può serenamente sopravvivere: marmellata, confettura, composta e gelatina, non sono la stessa cosa. E guai a confonderle!
La marmellata è quella di agrumi. E questo basta ad affermare che, io, non ho fatto la marmellata. La confettura è quella di non-agrumi. La composta ha almeno il 65% di frutta e la gelatina è fatta con il succo, e non la polpa, della frutta.
Non avendo la minima idea sulla proporzione con la quale ho aggiunto zucchero posso affermare di aver fatto qualcosa sul labile confine che sapara la confettura dalla composta. Una sola certezza: è di more. Quindi non chiamiamola marmellata!
Da vera regina dei fornelli, ho seguito i ferrei consigli della nonna, aggiungendo uno spicchio di mela, che contiene la pectina che è un gelificante. Con il senno di poi forse è meglio comprare proprio fruttapec che gelifichiamo un pò prima.
Da vera fashionista dei poveri, invece, non ho potuto fare a meno di curare anche il packaging affinchè il risultato fosse, almeno visivamente, perfetto (vedi immagine dei barattolini qui su).

E mentre aspetto l’ardua sentenza dei posteri che dovranno assaggiare, ho deciso di documentarmi seriamente per le future performance alla desperate housewives (ora arrivano le castagne :)
Marmellate e delizie del bosco
Ed. Kindle perché sono digitale (e perché costa meno).